APPROVATO IL DL AGOSTO
APPROVATO IL DL AGOSTO

«Cento miliardi». È la somma complessiva messa sul tavolo dal governo dall’inizio della crisi del Coronavirus, raggiunta con i 25 miliardi del decreto Agosto che il consiglio dei ministri ha approvato «salvo intese» solo pochi minuti prima delle 22.00, dopo una giornata di tensioni nella maggioranza. Il premier parla di un «provvedimento con cui tuteliamo i lavoratori, alleggeriamo le scadenze fiscali». Vengono allungati i tempi per versare le tasse sospese durante l’emergenza coronavirus, si proroga la cassa integrazione, aumentano le pensioni di invalidità, vengono messi «12 miliardi» sul lavoro.

 

Prorogati cassa e blocco licenziamenti


Le imprese potranno licenziare solo al termine della cassa Covid, prorogata di 18 settimane, o dei 4 mesi di sgravi contributivi alternativi. Quindi se le aziende utilizzeranno la cassa integrazione dal 13 luglio in maniera continuativa non potranno licenziare fino al 16 novembre, chi ha iniziato dopo andrà oltre questa data. Le imprese che hanno utilizzato la cassa Covid a maggio e giugno e non ne hanno chiesto una proroga beneficeranno dell’esonero totale dei contributi previdenziali per un massimo di 4 mesi: per questo periodo anche per loro vale il blocco dei licenziamenti. A chi firma accordi collettivi per l’uscita sarà riconosciuta la Naspi.

 

Il cashback scatterà da gennaio


Salgono a 1,75 miliardi (ma erano tre nei piani originari) i fondi destinati all’operazione cashback (il meccanismo che assicura sconti a chi paga con carte e bancomat anziché contanti) che partirà col 2021. Sarà il ministro dell’Economia, sentito il Garante privacy, a stabilire le modalità attuative. Per la realizzazione del sistema destinato a combattere l’evasione si appoggerà a PagoPa, mentre i rimborsi saranno erogati da Consip. Ma l’obiettivo è partire a dicembre, su determinate categorie di acquisti ancora da individuare. Si parla di bar e ristoranti (con uno sconto del 20%), ma anche di abbigliamento ed elettrodomestici.


Tasse sospese. Rateizzabile solo il 50%


Le imposte sospese a marzo, aprile e maggio potranno essere rateizzate ma solo a metà. Previsti versamenti senza applicazione di sanzioni e interessi, per un importo pari al 50% delle somme sospese, in un'unica soluzione entro il 16 settembre o mediante rateizzazione, fino a 4 rate mensili di pari importo (la prima entro il 16.9). Il restante 50%, senza sanzioni e interessi, potrà essere diluito fino a un massimo di 24 rate prima rata che scade il 16 gennaio. Per i soggetti Isa e gli autonomi in regime forfettario che hanno subito perdite superiori al 33% arriva invece la proroga dei termini per la seconda rata da versare entro il 30 aprile 2021.

 

Agli stagionali del turismo un'indennità di 1.000 euro


Una indennità una tantum di 1.000 euro (anziché i 1.200) per gli stagionali ed i lavoratori a tempo determinato di turismo e terme, per i lavoratori dello spettacolo e per i più precari (dagli intermittenti agli incaricati delle vendite a domicilio), per compensare un lavoro perso prima dell'emergenza e non ancora ritrovato a causa della pandemia. Questa nuova indennità sarà erogata dall'Inps, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 680 milioni di euro per l'anno 2020. Salta invece l'indennità «di quarantena» prevista nei primi testi per gli autonomi (sempre un bonus da 600 euro).


Stabilimenti balneari. Sanatoria del 30% sui canoni


Arriva il condono per i concessionari delle spiagge. «Al fine di ridurre il contenzioso relativo alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative» per i gestori degli stabilimenti sarà infatti possibile saldare i propri debiti versando solo il 30% dell’importo dovuto in un'unica soluzione, o pagando il 60% ma spalmato in 6 anni. Tutti i procedimenti amministrativi, pendenti alla data di entrata in vigore del provvedimento, verranno quindi sospesi «fino al 15 dicembre 2020», termine entro cui va fatta domanda di sanatoria. «Inefficaci» nel frattempo tutti i relativi provvedimenti già adottati per sollecitare i pagamenti.

 

Un nuovo fondo (un po’ povero) alle casalinghe


Sono briciole e sarà curioso capire cosa si potrà fare: nel «Dl agosto» sbuca infatti un Fondo per la formazione delle casalinghe da 3 milioni l'anno a partire dal 2020. Il fondo, istituito presso il Mef, è «finalizzato alla formazione e ad incrementare le opportunità culturali e l'inclusione sociale, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, delle donne che svolgono attività in 'ambito domestico, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, finalizzate alla cura di persone ed ambiente domestico, iscritte all'Assicurazione obbligatoria». Criteri e modalità di riparto saranno definite dal ministro per le Pari opportunità entro il 31.12