Il presidente di Casartigiani Veneto, Franco Storer denuncia l’effetto a catena legato alle tensioni internazionali: «Dopo i rincari del 20% su energia e carburanti, ora iniziano a mancare garanzie sulle forniture dei materiali».
Treviso, 03/04/2026 – Dopo l’impennata dei costi di carburanti ed energia registrata nelle ultime settimane, il sistema delle piccole imprese e dell’artigianato si trova a fare i conti con un nuovo segnale di difficoltà: l’incertezza sulla disponibilità di materiali e forniture legate alla filiera dell’edilizia.
«Stiamo fronteggiando una vera e propria reazione a catena – commenta il presidente di Casartigiani Veneto, Franco Storer – che rischia di mettere in ginocchio molte piccole e medie imprese. Dopo l’aumento vertiginoso dei costi energetici, che si è generato come reazione immediata all’ultima crisi scoppiata un mese fa in Medio Oriente, ora il nostro settore si trova costretto a fare i conti con un blocco sostanziale delle spedizioni. Molti operatori a breve potrebbero non avere a disposizione il materiale per la loro attività e, in alternativa, rischiano doverlo pagare a prezzi ben più cari del normale. In questo scenario sarà inevitabile un rallentamento diffuso della produzione con ripercussioni sull’intero sistema e sull’occupazione. Chiediamo alle istituzioni interventi immediati sul piano diplomatico ed economico».
I nuovi segnali di difficoltà che emergono nel territorio, segnalati in particolare dalla rete associativa di Casartigiani, rappresentano un campanello d’allarme che secondo Storer non può essere sottovalutato. «A causa delle tensioni internazionali e dell’instabilità in Medio Oriente – spiega il presidente – diversi fornitori stanno iniziando a ridurre le disponibilità e a limitare la validità degli ordini a un massimo di trenta giorni, senza più garantire prezzi e quantità oltre questo periodo». Questo fenomeno riguarda materiali fondamentali come plastica, metalli e altri semilavorati, con aumenti registrati nelle ultime settimane che oscillano tra l’8% e il 20%. «Programmare lavori e commesse sta diventando estremamente difficile – aggiunge Storer – così come assorbire i continui aumenti dei costi dell’energia e dei trasporti. Solo il gas, nel giro di un anno, oggi viene pagato in media il 20% in più».
Secondo le stime dell’associazione anche una contrazione limitata dell’attività potrebbe tradursi, nel giro di pochi mesi, in migliaia di posti di lavoro a rischio nelle filiere dell’edilizia, della meccanica e delle lavorazioni dei metalli. «Senza interventi rapidi – conclude Storer – il rischio è quello entrare in una nuova crisi economica che nessuno, oggi, può permettersi».