I DATI CONGIUNTURALI VENETO
I DATI CONGIUNTURALI VENETO

La stagnazione non è un buon segnale – cambiano le attività – persi molti distretti produttivi si deve oggi guardare ad altre attività – serve personale specializzato ma a costi ragionevoli

 

I dati congiunturali confermano la stagnazione. Il trend dell’artigianato nel Veneto, una delle regioni leader in Italia, chiude con un sostanziale 0% di crescita ma l’economia registra un +9,6% di fallimenti aziendali rispetto allo stesso periodo del 2018. Questo dato sta a significare una sostanziale debolezza delle imprese del Veneto espressa nei dati della Regione Veneto. Crescita zero – afferma Andrea Prando segretario regionale Casartigiani Veneto – significa molte cose.

 

Una stagnazione frutto di una mancanza di visione della politica economica nazionale che scoraggia le imprese e che non investe in esse, ma solo nella spinta ai consumi, che peraltro di dimostra molto fragile nei risultati.

 

Le 126.741 imprese artigiane del Veneto, rappresentano circa il 25% del mondo delle imprese che operano nella regione, e pesano il 9,7% dell’intero mondo artigiano italiano.

 

Se da un alto i dati dell’export segnano un +1,1% sullo steso periodo dell’anno precedente le performance regionali sono meno positive del 2018 dove si segnava un +3,3% del 2018 e un +2,5 dei primi mesi del 2019.

 

Tutti settori che una volta rappresentavano una nervatura solida del manifatturiero e del territorio oggi invece sono alle prese con situazioni di crisi epocali decennali a cui solo in parte hanno saputo dare risposte di mercato.

 

Parte di queste difficoltà – afferma Prando - derivano dalla incapacità di reperire personale specializzato ed è troppo facile individuare nella disoccupazione tecnologica il problema, soprattutto quando, pur sapendo di questa difficoltà, si afferma che potrebbe essere solo una fase di adattamento temporaneo.

 

Le aziende artigiane non possono sopportare economicamente questo gap e la politica non deve ignorare i costi molto pesanti di questa transizione.

 

Per questo – conclude il segretario di Casartigiani Veneto - dovrebbero essere compiuti tutti gli sforzi per ridurre al minimo le difficoltà per le persone maggiormente colpite e per le aziende che non riescono più ad essere competitive, per la creazione di nuovi strumenti agevolativi per l’occupazione, soprattutto per le fasce con salari medi che oggi soffrono più di altre e di cui il settore necessita.